Giraglia 2017 – Piki Sailing Team


Riceviamo e volentieri pubblichiamo la storia della partecipazione di Piki alla Giraglia 2017. Grazie a Elena per il racconto!

Questa storia è iniziata parecchio tempo prima dell’ultimo minuto che precede la partenza: per il team Piki la Giraglia si è affacciata mesi prima, quando “il progetto” ha preso forma. Ed è continuata nei vari breefing infrasettimanali, tra pizze e bottiglie di vino, si stilavano elenchi, si firmavano moduli, si raccoglievano info sul programma della Rolex Cup, si guardavano i siti per i preventivi dei lifejacket, si organizzava la logistica. Fino alla cambusa, all’elenco delle cose da mettere in valigia e alla certezza che saremmo partiti. Tutti quanti, nessuno escluso.

L’atterraggio a Saint Tropez è avvenuto in due tappe: il trasferimento da La Spezia a Sanremo e la regata Sanremo-Saint Tropez, inclusa nel programma della Giraglia Rolex Cup.Siamo stati catapultati nella regata in piena notte, non il tempo di cambiarci e neanche di capire. Paolo, Davide e Giovanni ci aspettavano in barca già con i guantini indossati e gli ordini pronti: “…dai che hanno già dato la partenza, forza issiamo subito il gennaker!

Nel buio cerchiamo di orientarci, di organizzarci e soprattutto di renderci conto di dove siamo e dove dobbiamo andare. Andrea, conosciuto a Sanremo, con alle spalle l’esperienza di tante edizioni, ci dà dei buoni consigli: “…andate verso il largo, qualche miglia non di più e lì aggancerete la corrente che vi porterà diritto a Saint Tropez…”.

E infatti arriviamo, con poco vento, dopo 15 ore di navigazione. Ormeggiamo alla diga nel porto di Saint Tropez e ci basta poco per capire che qui non siamo al famigliare Campionato Primaverile di La Spezia, che i professionisti abbondano, che siamo in mezzo a velisti internazionali, equipaggi russi, tedeschi, spagnoli, inglesi e francesi che sulla vela non hanno nulla da imparare, barche attrezzate come delle fuoriserie, equipaggi preparati. Incontriamo Duccio Colombi al Villaggio Giraglia: “Ciao ragazzi su che barca siete?” – “Hanse 400e” – “Ah, una barca da crociera…”

Si siamo su una barca da crociera, con il tendalino, la passerella, 15 bottiglie di vino, libagioni di ogni tipo, attrezzatura da pesca… “Non hanno ancora creato la categoria ORC tendalino?” …Ma lo spirito è quello giusto, di quelli che vogliono esserci e respirare l’aria della vela vera, senza fingere di essere quello che non siamo ma anche per dare il massimo. E soprattutto per divertirci ed emozionarci.

E le emozioni sono appena cominciate!

Besana e Pelaschier, al timone di Namib, girano per il Porto, Tommaso Chieffi è seduto al bar con la maglietta di BMW. Al bar del villaggio incontriamo Francesco Cruciani, mio grande amico che regata con gli Swan 50 nelle costiere e con Lunatika farà la Giraglia x2. Andrea (di Sanremo), Duccio e Francesco, arriveranno primi in tempo compensato nelle rispettive categorie.

Le regate costiere cominciano all’indomani del nostro arrivo e Piki alla partenza c’è. Sono regate di 30 miglia circa, tre partenze per le diverse classi. Noi che, nel nostro piccolo Golfo Ligure, guai a poggiare, qui nella splendida cornice di Saint Tropez, spostiamo volentieri la ruota per lasciare il passo ai maxi che ci doppiano, per poterli vederli nello splendore dei colori e delle maestose vele di prua.

La prima regata finisce con delle gran risate e la dimostrazione di un grande spirito sportivo che anima tutta la manifestazione. Presi dall’ingaggio con la barca con cui ci contendevamo il penultimo ed ultimo posto, abbiamo sbagliato percorso. Arrivati all’arrivo, dalla barca Comitato per entrambe le barche arriva un urlo “ITA Piki vous êtes protestè” – “siamo protestati??? Et qui à nous protestè????” – “le Comitèè!!!” – “Ah…”. I ragazzi dell’altra barca, anche loro protestati, ridono e scherzano, applaudono e ci diamo appuntamento per le regate del giorno dopo.

Il martedì decidiamo di dedicarlo al riposo. Mentre scorrono le vele nel Golfo per l’ultima regata costiera, noi pensiamo a come organizzare la barca e noi stessi per la ‘lunga’ che, viste le previsioni meteo, non sarà banale da gestire. Visitiamo diversi siti e le informazioni di poco vento vengono confermate. Ancora una volta raccogliamo suggerimenti da chi di Giraglie ne ha fatte che non stanno sulle dita delle due mani: “La Giraglia è questione di fortuna… forse un po’ di vento si trova fino alla Giraglia, cercate di non finire nel buco di Calvì…”- “…al ritorno, non puntate su Genova ma piuttosto su Savona e poi tagliate in giù. Il Golfo di Genova è terribile!”

Faremo del nostro meglio, intanto c’è un altro evento che concentra la nostra attenzione: la cena degli equipaggi sulla spiaggia. Tiriamo fuori dalle buste la nostra divisa tenuta da parte per l’occasione e devo dire che facciamo la nostra bella figura. Almeno in eleganza non siamo secondi a nessuno. Foto di rito e via, alla festa. La location è magnifica: siamo sulla spiaggia attrezzata con sedute e tavolini. Corner distribuiti ovunque forniscono pesce, carne e verdure, le birre sono spillate senza sosta, il maxi schermo proietta il video con le immagini raccolte in questi giorni dall’elicottero e dalle varie camere posizionate sulle barche e fa battere il cuore.

La birra ci rallegra, le belle dj ci fanno ballare, le ragazze straniere alleggeriscono il cuore… Siamo gli ultimi a lasciare la festa. Anche in fatto di amusement, come si dice in francese, non siamo secondi a nessuno. Anche se qualche russo, della barca vicino, sembra che si divertirà più di noi stanotte…

Mercoledì 15 giugno ore 12:00: tutte le 209 barche iscritte sono sulla linea di partenza in attesa dell’avvio delle procedure. “ragazzi, partiamo tranquilli tanto la regata è lunga, cerchiamo di stare fuori dal casino” questi i buoni propositi ma, …una partenza è sempre una partenza e allora eccoci lì a cercare la posizione migliore e a gestire velocemente gli incroci, tutti al massimo della concentrazione (e della tensione). E poi BUMM!!!, incrocio mal calcolato tra Steve Wonder con il suo skipper taglio biondo platino con cresta in mezzo ed orecchino, con gli amici di Namastè. Si spera che non sia successo nulla di grave da impedirgli di partire anche se lo SLY 53 ha un bel buco a prua.

Alle 13:01 Piki parte, direzione NW verso la prima boa costituita dallo scoglio de La Fourmigue, nel canale di mare tra la costa e l’isola di Le Lavando. Navigazione di bolina con vento che via via si fa sempre più sostenuto fino ad arrivare a 25 nodi, il che ci impone una riduzione sia del genoa che della randa per ottenere le migliori prestazioni della barca. Giriamo la boa ed il vento cala, issata di gennaker e si parte con i turni: 5 persone di guardia ogni 3 ore.  Abbiamo ancora 199 miglia da percorrere delle 241 totali. Bon vent! Il vento cala progressivamente durante la notte. Al turno dell’alba ci troviamo nella bonaccia totale, il mare come un olio, non si distingue il confine tra terra e cielo. Sembra una situazione surreale: nessuno all’orizzonte, nessuna comunicazione radio, non una increspatura sull’acqua e tanto silenzio. Ad un certo punto si muove qualcosa sulla superficie, sentiamo il rumore come di uno sbuffo e la vediamo. Vediamo il dorso scuro che si incurva per immergersi appena sotto al pelo dell’acqua e poi riemergere: una balena. Strofiniamo gli occhi per essere sicuri di ciò che vediamo in queste luci dell’alba. Ma non ci sono dubbi. E nel corso della giornata ne vediamo altre, una, due, tre che viaggiano appaiate, forse una mamma con i cuccioli; e poi delfini che ci raggiungono per giocare un po’ con noi a prua, pesci luna che emergono con la loro pigra pinna, banchi di tonnetti appena sotto la superficie dell’acqua. Il mare non ci ha dato vento ma ci regala questo spettacolo della natura.

Ci rendiamo conto che la regata per noi è finita: con questo poco vento non riusciremmo mai ad arrivare entro il tempo limite e comunque abbiamo sempre il vincolo di essere a La Spezia entro le 8 del sabato mattina. Con un certo rammarico e con la lacrimuccia nel cuore, comunichiamo il nostro ritiro, accendiamo il motore e facciamo rotta verso La Spezia. Altre 20 ore di bonaccia e siamo in porto, stanchi, accaldati e un po’ scorati. Ci vorrebbe almeno della musica e della birra fresca e allora si! Tutti in macchina verso Genova per il Dinner Party degli equipaggi allo Yacht Club Italiano.

E siamo ancora in questo mondo, nel nostro mondo o nel mondo in cui vorremmo essere per sempre, tra facce bruciate da sole, barche che raccontano delle storie e un mondo ancora tutto da esplorare.

Così finisce l’avventura iniziata molti mesi prima e, anche se l’ora è tarda, non è il momento degli addii bensì un arrivederci alla Giraglia 2018 (lo abbiamo promesso a Piki)!

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