Foto 22-02-15 11 37 33L’equipaggio di Adrasto si è presentato completamente nuovo alla partenza del campionato, equipaggio nuovo e tutto da scoprire con gli innesti di Vincenzo, Elena, Carlo Alessio e Stefano ai già collaudati Davide, Ulisse, e Mike. Carlo Alessio vanta grande esperienza velica nelle competizioni, e nel suo ruolo di istruttore, dispensa consigli molto validi e preziosi in grado di far crescere il gruppo; consigli che vengono ascoltati con maggior attenzione degli ordini e delle imprecazioni urlati dagli istruttori che negli anni si sono succeduti come esperti velici per gli equipaggi VIP.

La barca è completamente nuova a tutti (finalmente Davide è riuscito ad ottenere il suo bramato First 36.7) e appare subito in buono stato di conservazione (cosa a cui Vento in Poppa non è abituata) e sopratutto con strumenti funzionanti, e questa è una felice sorpresa.

Il Sabato inizia con una giornata bigia, di quelle che vien voglia di buttarla a polenta taragna e capriolo, ma invece si decide di salpare verso le 11.00. Le condizioni appaiono difficili appena usciti dal porto vista anche la manovra inattesa del recupero di un membro dell’equipaggio. E’ in questa circostanza che il nostro Capitan Di Prato, fra una santissima dell’incoroneta e gli epiteti rivolti a tutti gli Dei dell’Olimpo, si rende conto della difficoltà di manovra del First 36.7 con timone a barra e con elica abbattibile.

Dopo questa presa di coscienza si riparte sfidando le onde e l’equipaggio si dispone così per affrontare il mare: Capitan Di Prato al timone, assistito dal Tattico Carlo Alessio, assistiti ai winch dai forzuti e talentuosi Ulisse Bia e Vincenzo Gagliardi. La randa è affidata alle mani del Mike (felice come un bambino di 2 anni x aver spianato la ceratona in una giornata degna… di cerata!!!), supportato da Carlo Alessio che lo aiuta spesso; la prua è gestita dal duo  Stefano-Elena, (agilità e scatto lei, forza e fisico lui). Si parte fra spruzzi, onde e tante imbarcazioni che fuggono, ma Adrasto decide di uscire dalla diga foranea e affrontare raffiche fra i 30 e 40 nodi con mare beffardo e cattivo.

Bello… Una lezione di vita per tutti quanti, bilancio positivo, barca e pellaccia riportati in porto.

La serata si conclude nel nodo migliore per i nostri eroi, nel modo in cui i soci VIP sono più allenati: con i piedi sotto la tavola.

La Domenica si parte in ritardo causa preparativi della barca e c’è incertezza sul tipo di vele da montare: fiocco classico, yankee, jibb, tormentina o fazzoletto da naso. Risultato: poco tempo per provare lo spi e ritardo pazzesco sulla linea di partenza; problema risolto dal migliore amico del velista ( IL MOTORE!).

Partenza  in ritardo ma decente, si sceglie il lato di dritta come le altre imbarcazioni, e con vento sostenuto e che rinforza. Qui iniziano i problemi dovuti alla scarsa conoscenza del mezzo e alla difficoltà di regolazione delle vele, che causano manovre non proprio da manuale ( al limite da “Manuale delle Giovani Marmotte”) e che influiscono sulla tenuta della rotta. All’arrivo la percezione è quella di aver fatto una regata non perfetta, con tante cose da migliorare ma non pessima (cosa che invece viene smentita dalla classifica).

La seconda regata è più o meno la copia della prima, con il vento forte che preclude l’utilizzo dello spi e che ripropone gli errori della prima manche. Da annotare però le splendide performance acrobatiche del timoniere che nonostante le due o tre capriole involontarie in pozzetto riesce sempre a tenere la barra al centro per meglio recuperare la parte dell’equipaggio che si è ritrovata con l’acqua alle ginocchia. Al traguardo abbiamo la percezione di non aver fatto una gran gara ma neppure pessima; purtroppo la realtà dei fatti ci smentisce (ULTIMI!!).

Bilancio finale: migliorare la puntualità alla partenzae allenarsi sulla messa a punto del mezzo.

Aloha a tutti dal Mike, redattore di questo diario di bordo, scontento per il risultato ma fiducioso delle prospettive che la nuova barca e l’equipaggio agguerrito ci potranno regalare.

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