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Regate di Primavera – il diario di bordo di Helénica 

Sabato 7/5 – ore 9.15

Eccoci di nuovo a bordo, si riparte e questa volta… pronti – via. Niente allenamento, si regata entrambi i giorni e tra poco più di tre ore sarà a riva il segnale di partenza della prima prova.

HELÉNICA: “Ragazzi, trattatemi bene, gli ultimi due giorni sono stata sbatacchiata qua e là da una tempesta di grecale a quasi 70 nodi… sono piena di sale dappertutto!”

In effetti speriamo nel vento, condizione a noi più favorevole, e la coda di questa bassa pressione si fa ancora sentire. Usciamo subito, per un minimo di allenamento e per permettere ai nuovi arrivati di prendere le misure con qualche manovra anche se il tempo è veramente poco.

 

Sabato 7/5 – ore 13.00

Giriamo attorno alla barca del Comitato per prendere le misure alla linea di partenza, il campo di regata è steso e tra poco si inizia: primo squillo di tromba e primo segnale di procedura issato, apriamo il fiocco… si va. Ed Eolo comincia a prendesi gioco di noi: la corsa della prima bolina è un continuo alternarsi di scarsi e buoni, raffiche e buchi di vento, ordini e contrordini quasi immediati.

HELÉNICA: “Va bè, io posso anche provare a capire… ma decidetevi una buona volta!”

Mentre noi ci barcameniamo per tentare di capire che rotta tenere o che bordo prendere, arriviamo in boa insieme ad un discreto numero di avversari e ci improvvisiamo slalomisti: poggia, orza, schiva, vira… “Acquaaaaa!!!!”… ok, ci siamo, boa girata. Pronti a issare lo spi, prepariamo la manovra e, sul più bello, uno dopo l’altro i moschettoni a sgancio rapido delle scotte si aprono un po’ troppo rapidamente rimanendo, inservibili, in mano a prodieri.

HELÉNICA: “…Ops…”

Niente spi, si scende a vele bianche, grazie anche ad un piccolo rinforzo di vento. Viaggiamo, tutto sommato, abbastanza bene.

Altro giro quasi fac-simile e concludiamo la prima prova senza un preciso sentore di come siamo andati; le sensazioni sono abbastanza contrastanti, quindi decidiamo di prepararci per la seconda con uno spuntino.

 

Sabato 7/5 – ore 15.00

Non è ancora salito tutto il caffè, che il comitato richiama tutti all’ordine: si riparte! Ammainiamo la moka e rimettiamo le vele a segno, di corsa per prendere i riferimenti della linea di partenza. Il grecale, che fino a qualche minuto prima non si era dichiarato, ora è bello steso sul campo e comincia ad aumentare decisamente di intensità.

HELÉNICA: “Dunque, facciamo due conti: solite vele leggere, vento forte, nonostante tra i maschietti ci sia anche una signorina, qui sembra di essere alla fiera del testosterone… vai, si corre!!!”

Eh, sì, stavolta si corre davvero e si corre tanto. Partiamo in barca Comitato, in mezzo al mucchio e ben lanciati (come al solito con qualche secondo in ritardo), pronti a fare a spallate con chi cerca di infilarsi a tutti i costi. Un breve tratto mure a dritta, giusto il tempo di avvantaggiarci abbastanza su alcuni avversari, e viriamo verso Lerici per andare a caccia della lay-line. Neanche 10 minuti e siamo in boa: poggiata, lascata, e si scende in poppa planando con punte di 8 nodi a vele bianche.

Il vento non manca e la seconda bolina ricorda quei mitici 200 metri di Mennea del ’79, una roba da record: onde e spruzzi che volano, le falchette sempre abbondantemente sott’acqua, al limite delle possibilità della barca, delle attrezzature e dell’equipaggio, in continua lotta con il timone e le straorze.

HELÉNICA: “Sììììììì…… cosììììì….. sono tutta bagnataaa!!! Mi piace!!!”

Piace anche a noi andare forte, ma che fatica! Il lato di poppa non è da meno, per fortuna il vento è girato un po’ e ci consente di ridurre al minimo le strambate che, con tutta tela e sotto raffiche di 30/35 nodi, non sono il massimo del piacere.

Boa, ultimo stocchetto e ultimo ingaggio, e finalmente il traguardo. Fine. Ammainiamo tutto prima di rompere qualcosa e rientriamo in porto.

HELÉNICA: “Sono d’accordo anch’io, per oggi basta così.”

 

Sabato 7/5 – ore 17.00

Ancora con le cerate addosso, stanchi e salati, ci tuffiamo al bar per l’aperitivo. Questa seconda prova è andata meglio, ce lo sentiamo, anche se qualcuno non si esprime per scaramanzia e tocca legno. Poco più di un’ora dopo escono le classifiche: 4° (inaspettato) posto nella prima e… 2° posto nella seconda.

HELÉNICA: “Bravi!!!! Ottimo!! Adesso però, come disse Forrest Gump, sono un po’ stanchina… buonanotte!”

Domenica 8/5 – ore 09.00

Non lo sappiamo ancora, ma tra poco la Legge di Murphy, impietosa, si abbatterà su di noi. Ignari, usciamo per rimettere in moto i muscoli e far defluire un po’ di acido lattico sotto un celo terso e lo stesso grecale di ieri che non sembra voler calare di intensità, anzi…

Scapolata la diga foranea con la sola randa, mentre il vento rinforza fino ad oltre 20 nodi lasciando prevedere condizioni analoghe al giorno prima, apriamo il fiocco e proviamo una bolina. Nemmeno il tempo di cazzarlo a dovere che uno schiocco secco ci lascia attoniti. La barca non ha cambiato assetto ma c’è qualcosa che non va. Cosa? Una rapida occhiata in giro e da prua arriva la segnalazione che il fiocco ha qualcosa che non va, sembra sia saltato il film trasparente lasciando scoperta la maglia in rete di dyneema.

HELÉNICA: “Ma che cavolo!!! Nooo … e adesso che si fa?”

Tra un’imprecazione e l’altra, decidiamo di preservare la vela ed evitare danni peggiori, quindi… pronti ad ammainare tutto, disarmare il fiocco, rientrare in porto, sostituirlo con il vecchio in dacron pesante, uscire di corsa e sperare di riuscire a riarmarlo velocemente prima della partenza: abbiamo meno di un’ora! Ma se le cose devono andare male, andranno sicuramente nel modo peggiore possibile: il fiocco non scende, c’è qualcos’altro che non funziona, ma cosa? Nel dubbio, imprechiamo.

Si vede che qualcuno ci ha sentito, perché all’improvviso ecco che riusciamo ad ammainare. Solo quando è ammainata completamente ci accorgiamo che la penna è libera, manca il tamburo superiore del rolla fiocco che è rimasto in testa d’albero. E da solo non scende, si è incastrato. Quindi, sempre imprecando, puntiamo di corsa verso Le Grazie, ormeggiamo al volo, carichiamo l’altra vela e ripartiamo. E, ovviamente, il vento rinforza.

HELÉNICA: “Ma che sfi… ehm, sfortuna, volevo dire sfortuna!”

Riarmiamo alla bell’e meglio il fiocco, naturalmente con vento a 30 nodi e onda per non farci mancare nulla, issandolo con la drizza dello spi e facciamo il punto della situazione: non abbiamo il rolla fiocco e abbiamo finito le drizze di prua, quindi niente spi in regata. Ma tanto c’è un sacco di vento…

Domenica 8/5 – ore 11.00

Entriamo al volo a vele spiegate nel teatro di partenza poco prima che il Comitato dia ufficialmente inizio alle procedure.

HELÉNICA: “bravi ragazzi, appena in tempo! Raffazzonati, incerottati ed azzoppati, ma almeno partiamo!”

Sì, partiamo. Prendiamo i tempi a spanne, senza riferimenti sugli strumenti e in leggero ritardo, ma il vento che nel frattempo è calato ci aiuta. Riusciamo a tenere il passo degli altri in bolina ed in poppa soffriamo meno del previsto l’impossibilità di issare lo spinnaker, anche perché nel frattempo il vento è ruotato di 180° e la boa successiva è ancora quasi di bolina. Non andiamo male, ma il Comitato annulla la prova perché è diventato impossibile gestire il percorso con questo vento ballerino.

Pausa. Aspettiamo che Eolo si decida, mentre dentro di noi facciamo il tifo per il grecale… Niente da fare.

Domenica 8/5 – ore 13.00

Con vento leggero ed incostante dai quadranti meridionali, partiamo per quella che sarà l’unica prova della giornata.

HELÉNICA: “Concentrati, dai che ce la facciamo, ce la facciamo, ce la facciamo…”

Partiamo bene, stavolta, ma sappiamo già che sarà una sofferenza. Arranchiamo nella prima bolina e soffriamo in poppa, chiudendo il primo giro un po’ arretrati. Seconda bolina e… plof, il vento finisce. Pattana completa.

HELÉNICA: “Ok ,ne prendo atto, forse non ce la facciamo”

No, non ce la facciamo. Ritorna un refolo e riprendiamo un po’ di concentrazione che se n’era andata insieme al vento, giriamo la boa e pian piano ci avviciniamo al traguardo. Molto piano. Troppo piano…

Tutto l’entusiasmo e l’adrenalina accumulati se ne sono andati. Ce ne andiamo anche noi lasciandoci alle spalle il Comitato e puntando al porto. Andiamo a leccarci le ferite di un penultimo posto…

HELÉNICA: “…che però, avendo ormai concluso la 5^ prova, si può scartare!!!! Quindi, ragazzi, in gamba e concentrati, perché in classifica generale siamo ancora al 4° posto. Mi raccomando!!!! Baci baci”

…continua

 

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