Diario di bordo

Regate di Primavera – il diario di bordo di Helénica

E’ ormai passato quasi un anno dall’ultima regata insieme e l’equipaggio di Vento in Poppa si appresta a rimettere i piedi sulla barca che ormai da 4 anni ci accompagna a questa prima kermesse stagionale.

Sabato 22/02 – ore 9.30

HELÉNICA: “Buongiorno ragazzi, siete già qui?!?”

Sotto un celo plumbeo che non promette nulla di buono, ci infiliamo dentro le cerate e cominciamo ad armare la nostra vecchia amica. Visto il meteo ed il vento, ma soprattutto l’assenza della randa originale in riparazione, ne issiamo una di recupero, pesante e un po’ corta.

HELÉNICA: “Hem… ragazzi qui manca qualcosa, mi sento come se mi aveste sfilato i collant e messo un perizoma!”

In effetti, saranno circa 50 cm buoni di tela in meno sul boma. Però arriva in testa d’albero ed è come se fosse già terzarolata. Ultimi preparativi e si esce.

 

Sabato 22/02 – ore 11.30

HELÉNICA: “Siete sicuri? Guardate che fuori c’è onda e un sacco di vento, fa freddino e fra poco si metterà a piovere… dai, rimaniamo qui al riparo.”

Molliamo gli ormeggi, scapoliamo l’uscita della baia e l’anemometro schizza: 18, 20, 27 e continua a rimbalzare su e giù tra una raffica ed un’altra più forte. Su la randa, mentre ci avviciniamo al varco di levante della diga foranea e ci vengono incontro i primi cavalloni. La ruggine accumulata in inverno se ne va, lavata dagli spruzzi di acqua salata, siamo finalmente di nuovo in mare! Prendiamo le misure al mare e al vento e la prudenza consiglia di rimettere il naso dentro il golfo per provare le prime manovre: poggiatona e poppa a 6.5 nodi solo con randa che diventano 7 abbondanti sotto la spinta delle onde . Cominciamo bene!

HELÉNICA: “Non siete per nulla carini a portare fuori una signora con queste condizioni, guardate come mi tocca sculettare con questo mare!”

Strambiamo e ci mettiamo in rotta per scendere nel profondo del golfo, fiduciosi di risalire bordeggiano in bolina tra una boa e l’altra e, improvvisamente,… strapppp! La randa si divide in due. Stracciata.  

HELÉNICA: “Lo dicevo, io… addio perizoma!”

Rientriamo per un cambio vele ma la seconda randa è ancora sotto i ferri. Nell’attesa decidiamo di buttare giù uno spaghettino muscoli e calamari ed una sorsata di rum.  

 

Sabato 22/02 – ora imprecisata tra le 15.00 e le 16.00

Armata la seconda randa sotto una pioggerellina che comincia a scemare, si riparte.

HELÉNICA: “Non vi è bastato, eh?”

No. Imperterriti ci riproviamo, solo che stavolta ci fermiamo con la randa alle prime crocette.

HELÉNICA: “Ragazzi è volato via qualcosa di bianco… sembrava una toppa…”

Non sembrava, era. Sulla balumina fa bella mostra uno strappo di una quarantina di centimetri. E’ finita. Non la voglia di provare, di faticare, di bagnarsi… più semplicemente sono finite le vele. Rientriamo.

 

Domenica 23/02 – ore 8.15

Mancano poco più di 2 ore alla partenza e stiamo armando Helénica con le ultime vele rimaste, quelle per venti più leggeri, fiduciosi nelle previsioni di 3 diversi siti che dicono che ci sarà grecale con non più di 18 nodi sotto raffica (per scrupolo carichiamo a bordo anche una randa rabberciata nottetempo).

HELÉNICA:”Ecco, così va meglio. Fra poco uscirà il sole e mi sento più a mio agio con le vele usate per 4 anni”

Noi un po’ meno. Passata la rima ora con venti leggeri a provare manovre e spinnaker, ci avviciniamo al Comitato per le indicazioni di partenza. Passano i minuti mentre viene steso il campo e a qualche attimo dal segnale i procedura di partenza per gli ORC il vento comincia a rinforzare.

 

Domenica 23/02 – ore 11.00

HELÉNICA:”Adesso che si fa? Non avete tempo per un cambio vele (e forse non avete nemmeno le vele!)… io me la sento sono in giornata, e voi? Dai, partiamo!!!!!!!!!!!!!”

Non c’è nemmeno bisogno di parlarsi, basta guardarci negli occhi. Sì, partiamo!

E puntualmente il vento rinforza. E raffica fino a 27 nodi. E noi abbiamo vele che al massimo avevamo gestito con 15 nodi, prive mi mani di terzaroli.

Nella confusione delle manovre perdiamo il segnale del comitato e prendiamo la linea di partenza con quasi un minuto di ritardo. Facciamo il pelo alla barca giuria e subito viriamo mure a sinistra, vogliamo il lato destro del campo in controtendenza alla flotta e sul nostro bordo meno performante: se c’è da pagare, paghiamo tutto e subito. Ma Helénica ci tiene in serbo una sorpresa. Sarà il vento, sarà la continua lotta tra una straorza e l’altra, sarà che è la prima regata e tutti ci impegniamo al massimo, sarà che la chiglia e fresca di cantiere… ma sembra che qualcosa si recuperi. Siamo in lay-line, virata e altra falchetta in acqua e in un soffio siamo in boa.

HELÉNICA: “Wow, che sgroppata! Ho il fiatone, credo di averla fatta quasi tutta in apnea… Io 8 nodi in bolina non li avevo mai toccati! Che belloooooo!!!!!!! Ancoraaaa!!!”

In poppa con oltre 20 nodi di vento decidiamo di scendere a vele bianche. I più coraggiosi osano ed Eolo si gusta qualche caramella.

Altra boa, altro giro ancora uguale. Tagliamo il traguardo. Rolliamo i fiocco e prendiamo fiato.

HELÉNICA: “Però, non credevo di essere così in forma… Ne facciamo un’altra, vero?!?! Questa è stata un lampo anche se mi avete strapazzata per benino. Con queste condizioni esigo almeno una doppietta. E smettetela di mangiare quella focaccia unta, ci tengo alla prestazione, io! ”

 

Domenica 23/02 – ore 12.30

Si riparte, stavolta attenti alla radio ed ai segnagli. Tocca a noi, fuori il fiocco e via, di corsa alla linea di partenza, stavolta con solo qualche manciata di secondi di ritardo.

Stesso copione, stessi bordi, stesso vento che non molla un attimo. Arriviamo alla boa di bolina sotto raffica talmente lanciati che la barca fatica addirittura a poggiare.

HELÉNICA: “Piano ragazzi, il mio timoncino è quello che è… e voi mi avete messo addosso tanta tela! Mica ho il freno a mano per derapare…”

In poppa si scende come prima, con qua e là alcuni problemi agli avversari: chi ha rotto la drizza di randa, chi ha messo la barca a 90° per una straorza oltre il limite… Eh, sì, straorze tante e per tutti, compresa quella capitata i ragazzi che stavamo infilando in uscita dalla boa di poppa e che, proprio per una orzata eccessiva e ingovernabile, ci hanno costretto alla virata per evitarli. Una manovra in più.

HELÉNICA: “Dai, ci siamo, anche se il vento è calato nella seconda poppa non abbastanza preso per permetterci da issare lo spi, ci siamo! Manca l’ultmo stocchetto al traguardo! DaiiiiI!!!!!”

Usciamo in accelerazione dall’ultima poppa e tagliamo a ridosso del battello Comitato.

 

Domenica 23/02 – ore 15.00

Dopo qualche altro bordo rilassato e una sigaretta defaticante post-prestazione, raggiungiamo l’ormeggio. Com’è andata ancora non lo sappiamo, ma negli occhi di tutti c’è soddisfazione per quello che abbiamo fatto. Complimenti.

HELÉNICA: “Ok ragazzi, andatevi a fare un brindisi, ve lo siete proprio meritato. Io vi aspetto qui per i saluti e mi crogiolo un po’ al sole. Sono un po’ stanchina…”

 

Domenica 23/02 – ore 18.00

Siamo in auto sulla Cisa quando arrivano le classifiche. Increduli, ci rinnoviamo i complimenti. Stavolta è andata davvero bene, abbiamo avuto sfortuna e condizioni impegnative ma abbiamo portato a casa un risultato insperato. Il campionato è ancora lungo e nel prosieguo… si vedrà, intanto per adesso fateci godere!

HELÉNICA: “Bel colpo! Vi spetto fra 15 giorni… adesso che ci ho preso gusto, voglio migliorare!!!! Smack!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *